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Paolo Cazzanti (Zio Paolino)

 
 
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Musica, armonia, ecc.
Posso dire cose semplici, con contenuti minimali, ed esprimere grandi concetti, che arrivano all'essenza della questione che voglio trasmettere.
Certo che, se mi posso permettere di introdurre il discorso con un adeguato prologo, approfondire esaminando l'analisi da più "angolazioni", delucidare l'argomento con svariati esempi, e mi si dà anche modo di concludere "il tutto" con un finale esaudiente, ho più probabilità che la questione venga recepita il più vicino possibile all'interezza dell'idea che volevo trasmettere.

Forse i miei parallelismi potranno risultare inadeguati, ma proviamo a pensare, ad esempio, ad un Dante Alighieri costretto a dover sintetizzare la sua Commedia in una cinquantina di pagine, od un Raffaello costretto ad usare solo tre colori, a Leopardi costretto ad usare solo un certo numero limitato di vocaboli, ecc.
Sicuramente le loro opere sarebbero state grandiose, forse anche di più.
Bisogna ammettere che il rischio di perdita del loro messaggio é evidente.
Certe opere sembrano perfette, meravigliose ed inarrivabili; ma altrettanto complesse e, talvolta, bisognose di attenzione, se non di una adeguata preparazione.

E' vero che, se l'artista ha questo "spessore", chi usufruisce del suo operato, non ha l'obbligo di tale preparazione.
E' altrettanto vero che l'intenditore, o più semplicemente l'appassionato, un'infarinatura della disciplina che tratta (o che vorrebbe trattare), la deve pure avere.

Io sono un compositore.
Ciò che compongo viene difficilmente assimilato per via del mio approccio armonico complesso.
Premetto che la mia attenzione é sempre rivolta a fare in modo che il risultato del mio operato risulti piacevole e comunicativo.
Potrei capire se l'impatto delle mie composizioni risultasse ostico solo a chi si pone in maniera completamente passiva nei confronti dell'offerta musicale, o a chi non avesse voglia, ne occasione, ne tempo di approfondire il tale o tal'altro autore.
Il problema é che, al giorno d'oggi, tutto questo si verifica in ambienti musicali.

Un'enorme schiera di musicisti che si "accontenta" di suonare una canzone concependo l'armonia di quest'ultima formata da una, due o, al massimo, tre voci.
Secondo me, é inconcepibile che un musicista abbia un atteggiamento solo passivo nei confronti delle scelte musicali.
Pazienza se per sbarcare il lunario si é costretti a suonare la musica che non piace, ma nel momento della pratica e dell'apprendimento, nello svago e nella ricerca personale, ci dovrebbero essere obiettivi ben più nobili.

Vero che un brano può essere nel contempo semplice e bello, ma non si può essere "sempre" troppo semplici.

Le componenti della musica sono veramente molteplici: suoni, trasporto, melodia, armonia, ritmo, testo, ecc.
Però io credo che un musicista non possa basare tutta la sua carriera solo su alcune di queste componenti, tralascando completamente le altre.
Tanto più se il compositore, e capita quasi sempre al giorno d'oggi, concentra la stragrande parte del suo operato sulla costruzione dei testi.
Premetto che i bei testi piacciono anche a me, però solo se la musica ha qualcosa di originale comincio a pensare di "rifinirla" con un testo (o me lo faccio scrivere da qualcun'altro); più o meno lo stesso ragionamento che applico per l'arrangiamento.

Non sopporto il bel testo "contornato" da una musica scadente e/o semplicistica.

Probabilmente se fossi un poeta-canzoniere non sopporterei una musica di qualità supportata da un testo banale.

Consigli sintetici e riassuntivi:
1) Se componete delle musica di spessore e scadete nei testi, o viceversa, collaborate con qualcuno di cui vi fidate, e lasciategli completare l'opera; cerchiamo di produrre qualità (al 100%).
2) Cerchiamo di alzare il livello di preparazione dei musicisti: un professionista non può essere carente sulla assimilazione, costruzione ed esecuzione di accordi a quattro voci; cerchiamo anche di fare in modo che l'armonia dei brani non abbia sempre quei tre o quattro accordi, ed i giri armonici non siano sempre i soliti... per fortuna c'é chi da anni da il buon esempio.

Altrimenti si sarà sempre relegati ad un genere musicale, e questo non aiuta la società ad allargare i propri orizzonti sonori.

Qualche esempio di artisti famosi che, in linea di massima, seguono una linea compositiva o interpretativa che evidenza un "non-subire" la musica:
Beatles, Stevie Wonder, Pino Daniele, Mina, Samuele Bersani...
 
 
 
 
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